5 cose che

novembre 15, 2017

Oggi parliamo di influencer, cercando di capire i meccanismi e limitando la polemica.
Mi piacerebbe avere riscontro da voi.

1) Mi ha ispirato il commento di L che dice che è un po' stanca della sovraesposizione di un certo prodotto presso le solite influencer e quindi anche il suo gradimento di quel prodotto cala.
Questo, a livello di strategia, non dovrebbe essere una cosa assolutamente da evitare??
Ok, la coerenza e il piazzamento del prodotto assolutamente appropriato, ma anche il coprire la stessa persona con più prodotti, tutti insieme, mostrati tutti insieme, ha senso?

2) Stamattina guardavo le stories di Paolo Stella e mi sono imbattuta nel suo "spacchettamento time", momento cioè in cui la signora che lo aiuta in casa, lo aiuta anche ad aprire un certo numero pacchi che gli arrivano tutti i giorni.
Ha aperto: un paio di scarpe fatte a mano, una candela e un guinzaglio...
E io non mi ricordo il brand di nessuno dei 3 prodotti.
Non me lo ricordo perchè sono una donna, perchè non ho un cane, perchè non amo i profumi delle candele o perchè in fondo, vedere uno che spacchetta, non riesce a coinvolgermi oltre allo spacchettamento stesso?

3) Seguo anche SOMETHING NAVY, una influencer americana, con base a New York, che fa stories con spacchettamenti vari. Riceve di tutto, dai prodotti per la figlia, ai vestiti per lei, agli accessori per la casa.
Ma se vi devo dire la verità la parte del suo lavoro che mi attira di più è il momento in cui si mette al pc e "chiede consiglio" sulle cose che vorrebbe comprarsi.
Magari entra in Shopbop e inizia a studiare il sito e dire le cose che le piacciono.
Magari Shopbop (o chi per lui) la paga, magari non tira fuori un dollaro, ma quella parte in cui ci mette un po' di se stessa mi piace.
Mi piace tanto anche Emma Hill di EJ style che compra nei negozi, fa video mentre compra e fa ordini immensi su Zara (mi ha fatto comprare i mom jeans neri nella taglia giusta!), provandosi le cose e rimandandole indietro se non vestono bene. Ecco questo è il servizio che voglio!
Fa anche molte collaborazioni (altrimenti non ci camperebbe), ma mi sembra molto onesta e poco patinata.... spesso anche un po' sbragata!
Una volta anche la Wit era così, ora diciamo che il suo livello si è alzato molto e non è nemmeno più una style blogger (ma ha sempre il punto di biondo più bello del mondo!).



4) Questa cosa dello spacchettamento è richiesta dai brand? Oppure l'influencer in una botta sola mostra i prodotti e non deve nemmeno fare un post sul suo blog (spesso le influencer italiane manco si sbattono ad avere un blog e se ce l'hanno è solo per lavoro) perchè ha la libertà di farlo?
Ho iniziato a vedere sul profilo di alcune, che collaborano con certi marchi, l'inserimento della scritta SPONSORIZZATO in alto, sopra la foto. Mi sembra un'ottima idea e una buona iniziativa di trasparenza, ma non capisco perchè alcune sì e altre no... Sponsorizzato implica anche un corrispettivo in denaro, mentre il solo ricevimento del pacco, è un regalo?
Voi magari lo sapete e potete raccontarmelo!

5) Ora mi dite un po' di nomi di ragazze e donne che vi piacciono e che seguite! Mi piacerebbe capire di più il meccanismo di quelle che funzionano davvero e che cosa cercate in loro!

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16 commenti

  1. Blanca Miro’ è splendida, forse un po’ spinta in certi outfit ma proprio per la sua stravaganza mi piace.
    Non è una blogger ma mi fanno impazzire lei e la sua famiglia: Eiman Hamza, fondatrice del brand Happiness.. ti mette il buon uomore a vederla sempre così sorridente!

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  2. tutte le volte che un influencer in una stories dice che farà vedere cosa ha ricevuto perchè glelo hanno chiesto in tanti a me vien da ridere... almeno dopo che l'hai provato/indossato/vissuto posso anche scegliere di credere alla tua opinione ma per il resto mi basta la pubblicità sulle riviste/tv ecc... ho perso la poesia anche perchè molte cose 'spacchettate' poi non vengono mai effettivamente usate dall'influencer, perchè magari al di sotto del loro standard (se riceve un pacco da Dior e uno da Kiko me li fanno vedere con la stessa enfasi, ma se gli chiedi che rossetto/mascara ecc.. indossa il caso vuole che sia sempre quello più prestioso) e quindi il fatto che gli abbiano spedito questo o quello per me non è di nessuna utilità

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    1. hai perfettamente ragione! Spesso la stessa persona accetta di collaborare con marchi che assolutamente non acquisterebbe e che potendo scegliere non sceglierebbe. Non ha molto senso proporre un paio di foto e poi tornare ad usare il prodotto luxury a cui si è abituate. Io fossi un brand non mi limiterei a chiedere la foto, ma vorrei una recensione (senza la lettera dell'ufficio stampa) in cui vorrei sentir dare un vero parere (e mi assumerei il rischio di un parere negativo).

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  3. ho appena iniziato a seguire emma hill, grazie! la wit ormai è troppo per me, ma mi piace sempre molto, ed hai ragione, il colore è meraviglioso.

    allora, solo per sognare (quindi genere wit) seguo:
    -thefashionbugblog, l'unica donna che in gravidanza è molto più figa di me al massimo delle mie possibilità;
    - bycamelia, lusso allo stato puro (anche troppo, ma scova capi di zara fantastici, pur se una tantum)
    - olaizolav, una stangona che mischia hermes e zara come se nulla fosse;
    - deborahbrett, sempre della combriccola della wit, e mi sembra pure più avanti con l'età, ma li porta con disinvoltura (e probabilmente un fiume di denaro aiuta...)
    - amandawoodwardbrown, super chic
    - pompomsandpineapple, perchè adora j crew (anche lei non proprio teen mi sa...)
    sarei curiosa di sapere cosa ne pensi se hai un attimo per dare un'occhiata ai loro profili instagram...
    ale


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    1. Me le spulcio tutte e poi torno a dirti come la vedo.

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    2. Ora le ho aggiunte poi ti dico se le tengo o no!
      Deborah Brett l'avevo già addocchiata, non mi dispiace!
      Olaizolav mi lascia ben sperare!
      Grazie!

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  4. ma che bello, una citazione, grazie!!

    io come ti ho detto in separata sede ormai non seguo quasi più nessuno perché mi hanno stufato tutte, tutte!
    Pure la WIT mi sembra ormai ben lontana dalla sua spontaneità iniziale e la maggior parte delle cose che propone sono sicuramente collaborazioni di tipo affiliate program

    Quoto Ale nel dire che ogni tanto mi piace sbirciare Deborah Brett e invidiarle sia la casa ad Ibiza dove è tutto un color-coordinate, sia la collezione di orecchini pazzi e tre quarti del guardaroba

    Guardare per guardare allora mi piace scorrere l'instagram di Eva Chen col desiderio di entrare una volta nella sua cabina armadio e poi come dicevamo mi piacciono i collage di Blueisinfashion anche se non necessariamente rappresenta il mio stile, ma almeno è coerente!

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    1. ah dimenticavo: mi piace anche moltissimo "the working girl" perchè rappresenta molto bene quello che aspirerei ad essere quando la smetterò di comprare laqualunque

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    2. ah beh con la Working girl si sfonda una porta aperta. Io vorrei tutto!! La cosa che mi piace di lei è che compra sempre le ultime cose che escono, quindi Gucci, Dior etc, ma le piega sempre al suo stile. Non diventa una che scimmiotta lo stile Gucci o Dior, ma rimane lei, con i suoi quintali di golf Acne e le due camicie in sangallo!

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    3. Eva è sempre la mia preferita, insieme a Leandra.

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  5. MA ITALIANE?? Nessuna nessuna??

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  6. Ciao Vale!
    Io seguo avidamente Alexis Foreman aka style memos, ed Erica Davies (più per interior che per fashion). Entrambe inglesi, amiche, genuinamente stilose (e non più 20enni dallo stile poco personale ed altalenante).

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  7. Delle italiane a me piace Elena Braghieri, ha un gusto e uno stile molto personale che mi piace moltisismo, anche se a volte non declinerei mai su di me, mi pare anche una che si appassiona veramente alle storie e alle persone dietro al brand, con schiettezza a volte si capisce anche benissimo chi non gli è piaciuto nei modi e quindi croce sopra. Mi piace anche che non si tratti solo di outfit che ma che ti faccia innamorare anche delle Dolomiti o dei fiori (io che li odio!). My two cents...

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