mercoledì 2 settembre 2015

se non hai niente di carino da dire, non dire niente.

Lo dice sempre mia mamma ed è diventato un po' il mio modus vivendi.
Esprimere un'opinione educata è doveroso, ma esprimerla SEMPRE non è necessario.
Io sono profondamente annoiata da chi ha un parere per tutto: politica, costume, educazione... c'è chi si sente costantemente in diritto di parlare, in nome della libertà di parola. 
Probabilmente sta gente ignora che la loro libertà finisce dove inizia la mia e che esistono confini.
Facciamo rientrare in questa categoria anche quelli che sottolineano l'ovvio dicendo: ma sei dimagrita? Ma sei ingrassata? Ma hai fatto qualcosa ai capelli?
Vogliono un premio per il miglior osservatore del secolo?

Ma tutti sti espertoni si chiedono se la loro opinione sia indispensabile?
E lo scopo ultimo di certi commenti è sempre educare-migliorare-informare l'altro oppure è solo sfoggio inutile di cultura e competenza da due soldi o ancora peggio tentativo di mortificare ?
Usare la terminologia "critica costruttiva" è l'alibi perfetto per dire sempre quello che passa per il cervello, anche se di costruttivo non c'è nulla.

Questa breve riflessione mi è venuta guardando una foto di David Beckham (tocchiamo sempre livelli altissimi qui su Simply V.) sul suo IG.
La foto in questione è in sostanza un titolone del Daily mail sotto il quale David (santo subito) tiene per mano Harper e la piccola ha il ciucco.
Il titolone spara a zero sul fatto che la bambina, a 4 anni, ancora succhi il ciuccio.




Ovviamente non è un articolo di "Io e Mamma" e nemmeno un saggio sulla puericoltura, ma solo un pretesto per cricare i genitori che permettono ad una bambina ormai grande di indugiare in un vizio da piccola.
E io mi son chiesta: e allora??
Che ne sappiamo noi del perchè questa ciucci ancora?? E del perchè glielo facciano fare? E del momento in cui lo fa e di quanto lo tiene in bocca?
E' un po' il solito discorso delle star che ingrassano, dimagriscono, si stempiano, si tatuano etc...
Sono sotto i riflettori e devono accettare tutto, ma i figli sono un'altra cosa.

David esclama a gran voce:


E' ovvio che lui e Victoria siano superstar e che lo siano anche grazie ai tabloid, ma ci sono argomenti che sono più delicati o semplicemente lacunosi in fatto di dettagli, che potrebbero tranquillamente essere evitati.

Pensiamoci, quali reazioni dovrebbe suscitare la foto di Harper e David?
- David fichissimo, ti amo
- Carina Harper e che fico David, ti amo
- Harper ha ancora il ciuccio??????!!!!!!!!!!!!! Oddio ma quei due sono due pessimi genitori, non lo sanno che il palato, i denti, la faccia, la mandibola e quant'altro potrebbero essere seriamente compromessi da quel gesto ignobile del succhiare un pezzo di gomma? Io sì che sono una madre meravigliosa (e comunque David ti amo, scegli me, che il ciuccio non lo considero).
- Guarda un po' anche Harper ha il ciuccio, allora mi consolo, non sono solo io a non essere riuscita a levarglielo.
- E allora, ha il ciuccio? Avrà i suoi buoni motivi per averlo.

Ecco... le madri sicuramente si ritrovano nelle ultime 3 opzioni.
Ma le madri che io detesto (e lo so che detestare è un verbo forte), sono proprio quelle che salgono in cattedra.
Davvero pensano che la loro opinione sull'uso del succhiotto sia indispensabile per David e Victoria, che loro non sappiano già quali siano i rischi e che non li abbiano calcolati (ricordiamo che Harper è la quarta di 4 figli...)?
E traslando questo discorso nel nostro mondo, ogni critica di questo genere quale scopo ultimo ha?
Sentirsi madri migliori, perchè in fondo nessuna di noi possiede il manuale di istruzioni e quindi quando ne azzecchi una vuoi che il mondo lo sappia e ti faccia un applauso di 35 minuti?
Alzi la mano chi è madre e non si è sentita fare le seguenti domande (da chicchessia, da madri conoscenti, la passanti, da parenti, da amiche):

Ma tua figlia:

- non è troppo piccola/grande?
- non è troppo grassa /magra?
- non mangia le verdure?
- non cammina ancora?
- non parla ancora?
- non parla male?
- cammina di già che poi le si rovinano le anche?
- usa ancora il pannolino? 
- bagna ancora il letto?
- non porta scarpe poco adatte?
- non mangia troppe schiefezze?
- non assume troppi zuccheri?
- non sorride poco?
- non è troppo coperta?
- non è troppo scoperta e poi prende freddo?
- non l'hai vaccinata contro la peste bubbonica?
- non le hai comprato l'ultimo ritrovato per la deumidificazione delle stanze?
- non è troppo grande per il lettone?
- non è troppo grande per la luce accesa?
- non è troppo piccola per lo sport?
- non sa ancora leggere?
- non sa ancora scrivere?
- ma già si trucca?
- ma la vesti di bianco che poi si sporca?
- ma la vesti di nero che è un colore triste?
- ma dice le parolacce?
- non parla ancora mandarino?
- non è ancora etoile alla Scala?
- non ha ancora conseguito una laurea alla Normale? Diamine ha già 5 anni!

Ecco.
Che tipo di risposte possono volere le persone che ti fanno queste domande.
Perchè domande non sono. Sono asserzioni giudicanti, ma fatte in modo pseudo-gentile.

Il mio trucco è quello di sembrare sempre una che sa il fatto suo, una che fa le cose per una ragione e non perchè sta brancolando nel buio, sembrare inattaccabile.
Poi però vado a casa e mi infurio e magari piango... perchè noi mamme siamo fortissime, ma anche fragili. Pure Victoria. Pure di più.




martedì 1 settembre 2015

primo post, primo settembre

Buon settembre, buon anno!
Siamo ormai nel 2016, perchè è ovvio che il 2015 ci ha già stancato.
Anche con 30 gradi, stiamo già pensando a cosa indosseremo quest'inverno perchè ormai da maggio mettiamo le stesse cose e siamo decisamente stufe.
Io, per lo meno, lo sono.
Ho mantenuto fede al mio proposito, ho comprato pochissimo e quindi la noia è arrivata ancora prima.

Ma cosa ci metteremo quest'autunno??
Oddio, ho sfogliato Elle, vari numeri di Gioia e Grazia e la mia espressione è quella dell'icona dell'urlo di Munch.
Mi piacciono pochissime cose!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E poi sbaglio o stiamo trascinando d'inverno il look scamosciato da finta squaw che ha imperversato sulle giovani quest'estate?
Dai, ancora??
Io ero stanca dopo 10 minuti, due stagioni non so se le reggo.
Temo di essere troppo vecchia per i rocamboleschi cambi di look, non ce la faccio e non mi interessano.

theyallhateus

A proposito di questo: mi è capitato di recente di vedere una puntata di "Ma come ti vesti?" e la protagonista era una donna di 42 anni.
I due conduttori le proponevano dei look seriosi che poi vivacizzavano con gli accessori (a mio parere molto cheap) e la malcapitata ha osato dire: MA NON SONO TROPPO DA SCIURA?
E loro laconici e cinguettanti: TU SEI UNA SIGNORA!
Beh ho dovuto guardare 1238 foto di Caroline De Maigret, Garance Dorè ed Emmanuelle Alt per riprendermi da quell'affermazione!

garance dore per Zara

Mi son detta: quei due credono che dovrei vestirmi così, quei due hanno creato dei look da quarantenne e io ho quasi 40 anni, come posso anche solo pensare di andare da Zara a prendermi la minigonna di Jeans con i taschini... ALLA MIA ETA'!!!!!!!!

caroline de maigret

Per amor di cronaca la gonna di Zara non l'ho comprata e forse non ci ho nemmeno mai davvero pensato, ma è seccante avere il dubbio che non sia consona e chiedersi se sia davvero un'opzione sensata.

giovedì 6 agosto 2015

che dice Leandra? (si parla di scarpe)

Ieri mi sono messa in pari con la lettura di Man Repeller e l'ultimo articolo di Leandra mi ha dato modo di riflettere: HOW MANY SHOES ARE TOO MANY SHOES?

Insomma come possiamo stabilire la linea di confine fra il giusto, il tanto e il troppo?
Quante scarpe possiamo comprare in una stagione senza essere tacciate di compulsione?

Lei inizia a bomba: According to the Fall 2015 couture season, coupled with the previous ready-to-wear season and the house of Chanel at large, all you need — like a soul (sole?) mate — is 1.


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Quindi in tutta la stagione noi dovremmo farci bastare un solo paio di scarpe (e non mi voglio spingere oltre... non voglio pensare che si riferisca ad un lasso di tempo superiore alla stagione).


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Lo riscrivo, perchè se non lo vedo nero su bianco mi pare ancora meno credibile.
Acquistare un solo paio di scarpe in 4 mesi. Wow.


E' vero, Chanel ha fatto sfilare la slingback (altrimenti detta Chanel), classica e bicolore con tutti i look.


Ma noi non siamo più sicure di affidarci totalmente alle mani di Karl.
Insomma Karl è quello del cestino della spesa da 8000€, può essere credibile uno che ti dice: risparmia e mettiti sto classicone ai piedi, ma spendi tutto ciò che hai per un cestino di metallo??

Insomma l'idea mi stuzzica, ma non sono riuscita a trovare basi solide sulle quali muovermi.

Ho poi avuto un'illuminazione!!
Quale è quella donna che potrebbe avere tutto senza tirare fuori un centesimo e senza porsi alcun problema?
Chi è quella donna che detta legge e che decide cosa indosseremo e cosa invece rifiuteremo?
Esatto LEI, Anna Wintour.
Anna indossa da più di 20 anni i Callasli di Manolo Blanhick (ma pare che abbiano come soprannome AW ) e ormai sono un suo marchio di fabbrica al pari del caschetto e degli occhialoni (probabilmente ci deve essere qualche succosa leggenda su quante paia ne abbia consumate, quante se ne faccia mandare e quante nuove ne tenga in casa pronte all'evenienza), tanto che credo di aver guardato un centinaio di foto e ho beccato solo un sandalo nero, un sandalo cage, una decoltee chiara a punta, un paio di stivali neri e un paio sabbia ad alternarsi con quel modello ormai epico (ma nella proporzione 1 a 50).



Bianchi, neri, panna, coccodrillo e argento... sempre lo stesso modello (o uno praticamente identico con le fasce più larghe).
Giorno e notte.

Ok, qui siamo ad un livello così superiore di stile e selfconfidence che non possiamo certo paragonarci, ma l'esempio di cui avevamo bisogno è arrivato.
Anna è Anna e riesce a attualizzare le stesse scarpe per decenni, e noi?
Riusciamo a far durare qualcosa una stagione intera senza dover ricorrere ad altro?
Possiamo investire in una cosa sola senza sentirci mancanti di qualcosa di importante?

Secondo me l'abilità deve stare nello scovare il modello che ci rappresenta davvero e che si può sposare con tutti i nostri look  e puntare su quello (e l'abilità di Anna sta proprio nel mettere le stesse scarpe con tutte le collezione, di tutti gli stilisti, di tutte le stagioni, dal 1994 a oggi) .

E' una sfida anche per chi ama cambiare stile tutti i giorni, anche per chi non è capace di trattenersi dall'infilare nel carrello virtuale qualsiasi cosa sia favolosamente alla moda e per chi, come me, sente di avere troppo e di dover imparare a scegliere.

Ovviamente questo non signfica che ignoreremo tutto ciò che è già in nostro possesso, il nostro bagaglio pre-esistente ci aiuterà a trovare conforto e farci cambiare quando ne sentiamo il bisogno.

Ma allora, se Leandra sceglie un paio di ankle boots di Loewe, io cosa potrei scegliere?
Tenendo conto che amo le scarpe di vernice dal 1980, che amo i cinturini, che non porto i tacchi troppo alti e che spesso ho i pantaloni, ma amo anche i vestitini... beh la risposta potrebbe essere...

qui

Il gioco vale per tutte le tasche, perchè parliamo di modelli, per cui se vi piacciono le Tango non dovete per forze spendere 550€, potete optare per la versione low cost che sarà proposta da qualunque catena.
E ovviamente se diciamo uno, che uno sia... niente scuse,  niente "ma erano all'outlet e costavano una fesseria"...

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PS: Questo è l'ultimo post fino a settembre... Vado in vacanza e non vi propino niente di post datato.
Divertitevi, riflettete, vestitevi di bianco, mangiate cose buone e ricaricatevi !
Vi abbraccio tutte virtualmente!




mercoledì 5 agosto 2015

principesse

Non ero sicura di mettermi a scrivere qualcosa sul matrimonio di cui tutti parlano.
La verità è che ne hanno scritto tutte, quindi come al solito non vi direi nulla di nuovo.
Posso dire che Beatrice ha scelto 5 vestiti bellissimi, è stata una cosa sfarzosa ed esagerata, ma ha fatto bene!
Perchè l'ha fatto? Perchè poteva farlo!!!
Voleva la magia, voleva la favola, voleva asfaltarci tutte e ha vinto!
Valentino bellissimissimi, Ferretti boho chic come piace a me e poi, giusto per metterla piano, ha tirato fuori due Armani da urlo.
Possiamo star qui a dire ma i poveri, ma i profughi, ma Santoro, ma alla fine lei ha un arcipelago di isole e lui un principato... quindi ci hanno dato una manciata di nozze principesche e via!

Ma veniamo alle invitate.
Qui si parla di roba forte. Di principesse, di discendenti dalle famiglie più blasonate d'Italia e di ereditiere di mezzo mondo, per non parlare di gente del mondo della moda (c'era anche la Franca con Lana del Rey -povera Lana-).

Io vorrei parlare essenzialmente di quella che credevo mi avrebbe slogato la mascella.
Charlotte.
La grazia, la vera depositaria dei cromosomi di Grace, la testimonial di Gucci...che mi arriva alla prima cerimonia con una borsona enorme e le zeppe.
Ok il Missoni è carino, il cappello fa eleganza e in fondo è solo un cavagnetu, ma un filino più di impegno sarebbe stato gradito.
Dai, la Bea aveva un Valentino meraviglioso, quindi la faccenda l'ha presa sul serio e si sa che la sposa detta legge!


E poi è veramente troppo magra (e solitamente non è una cosa che mi dispiace, quindi per notarlo io...) e sembra non avere voglia.
Magari il borsone è la sua diaper bag e da qualche parte ha anche qualcosa di più appropriato, ma non poteva attaccarla al passeggino lì accanto come facciamo tutte??
(La ragazzina lì a sinistra è sua sorella Alexandra, figlia di Ernst?)

Poi, passa una settimana e le tocca venire sul Lago Maggiore, la cognata ha delle isolette e quindi approfitta dello spazio a sua disposizione.
Cosa mi metto, cosa non mi metto, faccio un salto da Zara che fa simpatia a tutti...



L'immagine parla da sola.
E' bella perchè è bella di suo. Ma così vai in spiaggia, o a mangiare un gelato a Cattolica, non al matrimonio di tuo fratello con la Borromeo che ha calato 5 assi che in un mazzo manco ci sono!
Posso capire l'impegno di doversi scegliere 4 o 5 vestiti, è un duro lavoro, ma qualcuno lo deve fare e a sto giro toccava a te, Charlotte.
Anche Tatiana, Marta Ferri ed Eugenie Niarchos non hanno sfoggiato il lusso estremo, ma avevano quel quid che le differenziava da una normale invitata, ad un normale matrimonio.

eugenie

Poi mi arriva sull'isoletta con il Moncler.
Il 2 agosto.
Moncler color cacchina.
Diamine Hermes non ti poteva dare un carrè in cashmere o Gucci un robino della collezione Flora che tanto ti piace?
Non ti dice nulla il fatto che la tua amica lì davanti indossi un vestitino leggerissimo?
E non è che lei abbia un cappottino di grasso che la tiene calda (cosa che di sicuro non hai).

salvo la borsa e il resto lo butto nel lago

Poi qualcuno glielo deve aver detto perchè le cose son migliorate. Vestitino di pizzo giallo e ballerine per  il party di benvenuto (e quella che mi sembra essere una Lindy di Hermes, ma correggetemi se vedo male):

qui la borsa non si vede, ma ci sono immagini dell'arrivo in cui la indossa

E infine per la cerimonia religiosa,  il momento cruciale ha sfoggiato un bel Gucci.
Anche qui, non è che ha strafatto, ma almeno è semplice e raffinata.
Un tacco e una borsina in tinta.



Fossi in Pierre mi farei una domanda: ma non è che il suo fratello preferito è quell'altro?




martedì 4 agosto 2015

Riflessioni di una modaiola pentita

Non pensavo di essere quel genere di persona che siccome un capo o un accessorio ce l'hanno tutti, allora non lo voglio più.
In realtà credo ancora di non esserlo, ma quando se ne parla troppo e per troppo tempo, allora ammetto di perdere interesse, soprattutto se non mi vedo bene in tutte le interpretazioni che il mondo della moda offre di quel dato pezzo.

Mi avete sentito parlare negli ultimi 3 mesi della Trio Bag?
Ecco.
Mi sono stancata. Benedico ogni giorno il fatto di non averla perchè so che alla fine non me la godrei come merita (pensate che figata essere felice di non avere una cosa... è praticamente una favolosa forma di risparmio).
Carina è carina, ma basta.
E poi, essendo la più abbordabile di casa Celine, è molto diffusa e non sempre questo rende una cosa più desiderabile.

Stesso discorso per la Disco Bag.
Un anno fa ero lì a riflettere sul colore, sull'eventuale senso pratico dell'acquisto e se quell'enorme G intrecciata avrebbe finito con lo stufarmi.
Risposta: sì, mi ha stufato.

atlantic pacific


Lungi da me denigrare ciò che fino a ieri mi sembrava indispensabile, ma grazie a Dio so capire quando è il momento di cambiare obiettivo.

E ancora... Paula Cademartori.
Ho smesso anche di seguirla su Instagram perchè le borse son quelle, le grafiche son quelle, i modelli son quelli e lo stile pure e io invece no...
Ho bisogno di qualcosa che mi accompagni e che sappia cambiare con me, anche di poco.
Non discuto sul fatto che siano carine e ben fatte e che probabilmente ne troverò alcune molto invitanti, ma da lì a pensare che sia adatta a me, ce ne passa.

Vi dirò di più, ora che anche Zara ha fatto la copia delle Aquazzura, io non sono più interessata.
Nemmeno all'originale.
(Zara ci dovevi pensare a maggio, a maggio ne avresti vendute milioni, adesso sei in ritardo) .

Forse questo nostro continuo esporci agli stimoli, questa voglia di sapere e di vedere prima di tutti le cose in fashion, ci avvicina pericolosamente alle delusioni.
Mi rendo sempre più conto che sono poche le cose che mi rappresentano davvero e tutto sommato questo è un bene... la difficoltà sta nel non cadere in trappola, perchè la moda è un percorso minato di ostacoli e arrivare alla meta indenni e senza errori è pressochè impossibile!

PS: Ora sono in preda all'ossessione Tango e rimane stabile quella Manolo Hangisi... e siccome la mia mente continua a disegnare scenari in cui quei 2 modelli son presenti, forse (ma dico forse) qualcosa di mio c'è... ma mi devo dare ancora un pochino di tempo, per avere la certezza che nella mia realtà stiano bene come su Instagram o su Pinterest.








lunedì 27 luglio 2015

ancora qui... COSE CHE

Il mese di luglio è veramente il mese in cui non ho niente da dire.
Perdonatemi, ma fra figlia a casa, assenza di stimoli modaioli, caldone e week end con la valigia, il tempo e le energie sono praticamente nulle.

Invece di fare il consueto decalogo di brevi spunti, questa volta mi limito a 5 cose...
Come dicono le fighe : "cose che" summer edition.

1) Un po' di tempo fa ho installato Snapchat. Ma vi parlo di 2 o 3 mesi almeno.
E avevo solo la Ferragni.
Non so per quale ragione neurologica il mio cervello sia riuscito intuitivamente (ammettiamolo, l'App non è proprio fatta bene) ad aggiungere lei e poi si sia dimenticato come aveva fatto.
Niente.
Per un bel po' solo così.
Poi ho chiesto aiuto e ho aggiunto qualche altra blogger che mi incuriosiva (non prendo nemmeno in considerazione la funzione di comunicazione fra amiche...).
Come tutte le novità, cattura l'attenzione e ci dà la possibilità di vedere e sentire le persone che siamo di solito abituate a "leggere" (o a guardare in foto).
Alcune ci guadagnano, sembrano meno sceme e meno supponenti, altre invece un disastro.
La Ferragni, per tornare ad un nome noto, non subisce oscillazioni nel mio metro di giudizio, è esattamente come siamo abituati a vederla e considerarla (nel bene e nel male).
Io non ho ancora snapchattato niente perchè mi sembra di non aver niente da condividere e perchè odio la mia voce, ma potrei anche ricredermi... in fondo ogni video dura un solo giorno quindi non c'è il tempo matematico per i lunghi pentimenti!

2) La Converse ha fatto il restyling delle classiche All Star... le scarpe che tutte possediamo in quantità più o meno considerevole (proprio ieri ho buttato un paio storico del 1996, alla soglia dei 20 anni erano proprio inguardabili).
Io dico no.
Dico che non era necessario, perchè quel modello era vincente, classico nella sua sportività e riconoscibile.
Poi magari cambierò idea (sempre disponibile), ma al momento NO.

elle.com

Vogliamo mettere??

Maria Antonietta non avrebbe mai indossato il nuovo modello

3) Non ho comprato nessun paio di occhiali da sole.
Permettetemi di dire che i Dior che vanno un sacco (so real e reflected - non ho nemmeno chiara la differenza) sono bruttini e stanno bene a pochissime... e come se non bastasse costano come un paio di scarpe fighe o come mezza borsa e vi stuferete di loro prima di subito.
Poi, è ovvio che non ne capisco niente, visto che ho comprato i Prada Baroque solo l'anno scorso e continuo ad usare quelli e ad amare quelli come se non ne possedessi altri, ma io continuo a vederli anche sulle super gnocche, mi rendo che fanno scena e proprio non mi convincono.

Olivia (lei comunque figa eh)

4) Ho contravvenuto al mio proposito di non comprarmi niente coi saldi e sono stata punita.
Ho acquistato un vestitino e una blusa boho su Mango e ho dovuto renderli entrambi pagando pure le spese di spedizione.
Da qui la solita riflessione: Mango fa delle S assurde. La camicia era enorme, ma non grande in modo fico e gipsy, no, in modo ridicolo del tipo: guarda quella con la camicia grande.
E il vestito, sempre S, era dotato di proporzioni assurde. Il giromanica era per Serena Williams e i suoi muscoli non per le mie braccette flaccidine. Largo e lungo.
Un disastro.
Ben mi sta.
E non ho ancora osato l'acquisto della maglia con le spalle scoperte... Pessima.
5) Volevo fortissimamente la maglietta della collaborazione fra Madewell e Sezane, ma è andata sold out prima che potessi dire : la voglio!
Volevo quella di Parigi a righe rosse, ho sottoscritto l'eventuale avviso di riassortimento, ma sappiamo tutte che non ci sarà...
Uff...



mercoledì 22 luglio 2015

il TROPPO

Sono tornata per qualche giorno.
Il mare mi ha fatto bene e ormai andare in spiaggia con una bambina non è più un'agonia.
Ho fatto ancora tantissimi castelli di sabbia e ho raccolto 700 conchiglie per decorarli, ma volete mettere con il controllare che non si mangi la sabbia e che non scappi via tra una sdraio e l'altra?
Insomma la fine del tunnel è quasi prossima e per me la gioia è molto simile al leggere un libro intero in 2 giorni e un giornale di gossip (gentilmente offerto dalla spiaggia) al giorno.

Ma veniamo a noi.
La spiaggia offre tantissimi spunti di riflessione. Ma tanti tanti.

Ho deciso di stilare la mia personale classifica dei TROPPO che andrebbero decisamente evitati.

1) I costumi troppo piccoli. Anche se si ha il fisico di Gisele, il "troppo" piccolo non è bello e visto che di Gisele ce ne è una sola, posso tranquillamente trasformare in assoluto quanto affermato. Ho visto una signora di una certa età con un microslip laminato e un topless con piercing e mi sono augurata di riuscire a invecchiare con un più grazia.


2) Le pelli troppo abbronzate.
Sarà l'età, ma questa forzatura dell'abbronzatura non mi appartiene. L'incubo rughe è lì che ci aspetta e quindi eviterei di sembrare un mocassino.
L'ideale è una bella abbronzatura dorata (uniforme... ma questa è una chimera) che doni un aspetto sano e non volgare.
3) Le unghie troppo lunghe. Mio Dio che odio queste unghie e mandorla appuntite e pittate di colori assurdi tipo verde petrolio perlato.  Ho capito che l'estate si presta ad esperimenti divertenti, ma anche no.
4) I capelli troppo pettinati. Ha senso andare sul bagnasciuga con la piega del parrucchiere appena fatta?? Ci si può rilassare un pochino?? E in questa categoria aggiungo anche le facce troppo truccate.
C'èra una bella ragazza nell'ombrellone dietro al mio che aveva 2 cm di eyeliner nero (aggiunto ad un'abbronzatura marrone) che mi faceva pensare a quanta acqua micellare avesse bisogno ogni giorno per levarlo.
5) I capelli troppo spettinati. Ecco, non è che siccome siamo in spiaggia allora vale tutto. Un po' di cura ci vuole. E ottenere un risultato decente è difficile tenendo conto che il sale, la salsedine, il vento e la sabbia, creano un effetto tremendo anche sulla capigliatura più moscia. Ma è un dovere verso noi stesse.
6) Vestirsi troppo firmate. In fondo il discorso è il medesimo: la spiaggia è un ambiente rilassante (anche se sulla carta stare mezzi nudi, insieme a centinaia di persone, su pochi metri quadri di sabbia, non sembra molto rilassante) e rilassato, per cui non è necessario apparire e ostentare.
Poi ovvio che se abbiamo comprato le ciabattine di Hermes apposta per l'occasione possiamo usarle e io non biasimo nemmeno chi usa la Neverfull per la spiaggia (in fondo è pratica, leggera e indistruttibile), ma se il risultato è forzato e appariscente, allora non è appropriato.


7) Vestirsi troppo sciatti. Basta poco per essere carini in spiaggia: un caftano o una camicia leggera e degli shorts, una borsa di paglia e delle ciabattine (o ciabattone Birkenstock)... non c'è bisogno di essere stylist di grido per mettere insieme un abbinamento vincente. Secondo me il trucco è quello di scegliere colori e tessuti naturali, versatili e raffinati... poi assemblarli è uno scherzo.


8) Indossare troppi gioielli. Acchittarsi a madonnina di Fatima è sempre fuori luogo, ma in spiaggia raggiunge livelli di tamarraggine infinita. Io sto attraversando una fase superminimal e indosso solo le cose di sempre e una catenina finissima, ma chi mi arriva con 7 cavigliere, 10 manchette di plexiglass e 2 strangolini, dovrebbe sicuramente rivedere il suo concetto di sobrietà.
9) Troppi tatuaggi. E lo so che qui tocco un tasto dolente.
C'è chi li ama e chi le detesta. Io sto nel mezzo. Io non me li farei mai (è uno di quei mai di cui sono supersicura) e molti non mi piacciono e non li capisco, ma se hanno un significato o se fanno parte di un modo di vivere e di porsi, allora non mi permetto di criticare.
Ma non tutti i tatuaggi sono di buon gusto e significativi. So che mi capite.
10) Troppa amicizia. Non è obbligatorio parlare con tutti e farsi gli affari di tutti. Io non voglio avere la morte nera nel cuore ogni volta che vedo il mio vicino di ombrellone che mi attacca bottone, voglio poter chiacchierare se ne ho voglia e indugiare in un beato silenzio se ne ho necessità. Bisogna capire chi si ha vicino, perchè a me della montata lattea della moglie del tizio che sta all'ombrellone 14 non frega un cippa e potrebbe arrivarci anche lui!



E con questo vi saluto... ma credo che potrei tornare presto...