30 gennaio

gennaio 30, 2026

Oggi è venerdì e mi son detta perchè non fare un post alla veccia maniera? Uno di quelli dove butto dentro tutto quello che mi viene in mente e lo ordino poi in 5 punti?
E quindi ecco qui un caro vecchio post con le 5 cose che... Buona lettura!

1) Ascolto ogni settimana il podcast di Daria Bignardi sui libri che si intitola "Parlarne tra amici". Quasi sempre mi viene voglia di leggere ciò di cui parlano, delle volte l' ho già letto, delle volte mi viene un bel no grazie.
Un paio di settimane fa il titolo della puntata era: "GLI ANTROPOLOGI: GLI EXPAT TRENTENNI SONO CARINI O INSOPPORTABILI?"
In due secondi mi è venuto in mente il libro "Le perfezioni" di Vincenzo Latronico e infatti lo hanno citato anche loro (mi son detta: brava Valentina e subito dopo beh si vede che era facile).

Io non ho amato "Le perfezioni", è un libro in cui non succede NIENTE e quel NIENTE è pure antipatico. Se ho capito bene, il fulcro è di fatto la rappresentazione di sé. Anna e Tom vivono due vite: una nella realtà e una nelle immagini che postano.
Sono uno spaccato assai fedele di quella generazione di millenial che credono che vivere significhi far vedere che vivono.
Parlo di millenial perchè sono quelli che sono realmente cresciuti con i social e ora sono adulti coi social. La mia generazione è cresciuta senza essere in vetrina e siamo ben lontani dall'essere NATIVI DIGITALI (quelli sono i nostri figli).
Insomma in quel libro è difficile capire cosa piaccia realmente a quei due ragazzi e cosa invece sia semplicemente un contenuto esportabile o ciò che vogliono che gli altri vedano.

Anche Daria Bignardi ad un certo punto dice una cosa: "A me sembra che un po' si guardino vivere. Persone per cui sono molto importanti gli oggetti, sono molto importanti le case, i libri che scelgono, i posti dove vanno, i vestiti che si mettono... non parliamo di vestiti costosi, parliamo di stile. Persone per le quali lo stile di vita è importantissimo, forse proprio a fronte di un'identità che è più sfuggente rispetto a la famiglia d'origine (...). Un po' come fanno gli adolescenti, no? Per un sedicenne è importantissimo come sei vestito, che musica ascolti... tutte cose che poi crescendo un po' si sfumano. Mentre invece mi sembra che in questi trentenni, sia quelli di questo libro che quelli di Latronico e tanti altri trentenni raccontati (...) evocati da certe riviste, certe bolle... non so se siete voi più vicini ai trentenni... a me colpisce molto questa cosa..".

Grazie Daria, hai tradotto in parole il mio pensiero meglio di quello che avrei potuto fare io.

I libri sono questi, Daria preferisce "Gli antropologi", io non consiglio "Le perfezioni", ma se siete curiose sono questi due:

Le perfezioni - Vincenzo Latronico - Libro Bompiani 2025, Tascabili narrativa | Libraccio.it                      
 



2) Sono stata a vedere la mostra del Beato Angelico. Ho avuto 4 mesi di tempo per vederla e ho scelto con estrema intelligenza il giorno più freddo dell'anno, quello in cui le prenotazioni on line erano chiuse e quello in cui la coda prevista era di 2 ore e mezza.
Mi fanno ridere quelli che dicono: eh ma potrebbero prolungarla... Sì ma abbiamo avuto 4 mesi, non 4 giorni per vederla, potevamo pensarci prima!

Ci ho messo 24 ore a scaldarmi dopo quella mattinata, non mi sentivo più i piedi (anche perchè mi son detta: ma no, non mettere gli Ugg, non c'è bisogno, bastano le Stan Smith, seeeee...).
Ho fatto amicizia con 3 signore venete davanti a me e mi sono piaciute tanto, Ho pensato a quanto deve essere bello avere 70 anni, avere voglia di prendere un treno con due amiche e andarsi a vedere una mostra in un'altra città. Insomma mi è sembrato un futuro bellissimo! Le vedevo che se la ridevano davanti ai due pupazzi in legno di Kaws che interpretano un'annunciazione ai tempi nostri e come si passavano dei pacchetti di cracker per recuperare energie nella lunga attesa. Sembravano in gita scolastica.
Mio Dio che belle le gite scolastiche!

foto mia

La mostra è molto bella ed allestita molto bene. Fra le altre cose non erano disponibili le audioguide e quindi ho sfruttato l'estremo affollamento (eravamo veramente super pigiati) e ho ascoltato le spiegazioni di una guida molto appassionata che accompagnava un gruppo di visitatori. Diciamo che tra tante sfortune, mi è andata bene almeno questa.

3) Ho visto che su Tik Tok è partito il trend: vi faccio vedere cosa c'è nelle borse che non uso. Ovvero tutto ciò che dimentichiamo nelle borse.
Wow ho visto centinaia di lipgloss e balsami labbra, matite per occhi e profumi.
Io come al solito sono noiosa perchè controllo se ci siano monetine e scontrini prima di mettere via una borsa ed escludo di poter dimenticare lipgloss semplicemente perchè non ne ho.
Però tenendo conto che in media un lipgloss figo costa 30 o 40€, ha senso spargerne decine nelle borse? Boh lo so che sono io... me ne rendo conto.
E poi scusate, ma una piccola trousse in cui mettere tutto quel ben di Dio e spostarlo di borsa in borsa non ha più senso?? Non è che magari anche queste caratteristiche fanno parte di quel modello di comportamento "da contenuto" del punto uno?? Quante realmente sono sbadate e disordinate?
Va bene va bene, mi taccio.
Per pareggiare questa mia ossessione per l'ordine ammetto di aver dimenticato in una borsa di Uniqlo che ho venduto, una lista della spesa e la ragazza che l'ha comprata mi ha scritto (in modo simpatico) se mi servisse... 
Quindi in linea di massima se guardate nelle borse che non uso, non ci trovate NIENTE... come dovrebbe essere.

4) Ho riflettuto ancora un po' sulla questione delle newsletter. Mi fanno pensare agli abbonamenti per lo streaming, ma facendo un rapido calcolo, quelle di cui ricevo la pagina (o poche righe) gratuita sono almeno 10 e se ognuna di loro costa circa 4€ al mese (che credo sia il prezzo più basso) si fa in fretta ad arrivare a quasi 500€ all'anno.
Molte sicuramente meritano, altre direi di no.
La newsletter vuole sostituire i blog e i magazine nello stesso tempo, ma con la differenza che un magazine contiene molto più di un articolo interessante ed è informazione a livello professionale. 
Cosa mi scoccia? Forse il marketing che attuano per convincerci a sottoscriverle.
Io mi ci vedo in quella situazione e non riuscirei MAI a chiedervi del denaro per leggere quello che state leggendo adesso.
Non c'è un pizzico di arroganza e presunzione a pensare che questo mio tempo e questi miei contenuti siano così imperdibili da meritare un compenso? Elasti fa una newsletter a pagamento in cui mette il suo lavoro, sia da insegnante di yoga che da giornalista (con la rassegna stampa di tutti i quotidiani la mattina), mi sembra che metta nel piatto qualcosa di cui possiamo fruire ed essendo lei una persona con una certa personalità, scegliamo proprio lei, con il suo taglio e non una cosa a caso.
Ma se io mi facessi pagare per dirvi quello che penso delle newsletter o di chi si dimentica i lipgloss nella borsa non sarebbe un po' saccente e spocchioso? E molte newsletter sono solo questo!
Io sostengo che la newsletter sia uno strumento per far conoscere il proprio lavoro e il proprio personal brand  (esiste qualcosa di più odioso?), ma ha senso che paghiate voi per qualcosa che serve a me?
Io vi faccio intendere che qui ci sia materiale molto prezioso (sulla base di cosa non si sa) e voi dovete pagarmi per leggerlo.
Attenzione io non dico che quello che sto scrivendo non abbia valore, ma non voglio dare per scontato che questa cosa la dobbiate pagare voi che non mi avete chiesto niente.
Attendo vostre riflessioni in merito.




5) Matthew Blazy ha fatto una marea di borse nuove da Chanel e attenzione che alcune costano meno di 5000€!
Insomma tutte hanno comprato (o ricevuto) la Chanel 25, ma ci sono cose molto interessanti che non hanno la data di scadenza.







Se ne vedranno delle belle...


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1 commenti

  1. Io credo che Chanel sia rinato come brand! Finalmenteeeeeeee! Svecchiato e più contemporaneo! Serena

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