Ma Kim è davvero una di noi?

maggio 13, 2022

Cosa è successo questa settimana?
Direi niente di nuovo purtroppo.

Siamo a maggio, passano i mesi, ma gli orrori della guerra sono sempre lì. 
Guardo le foto di Cecilia Sala e non posso non pensare che la mia quotidianità sia incredibilmente fortunata, quasi dissociata, non appartenente allo stesso mondo.
Non vado oltre perchè tutto quello che mi viene in mente è retorico. Scrivo queste righe per continuare a ricordarmi che c'è anche una realtà che non è uguale alla nostra e che non ha possibilità di essere anche lontanamente serena come la nostra.

È da martedì che mi sento vicina alla fine della settimana, figuratevi come sono stata! Se ripenso al discorso che ho fatto un paio di settimane fa sull'essere pronti alla chiamata della primavera, beh ammetto la sconfitta, non lo sono.
Sono stanca, brutta e mi trascino. Non sto facendo per niente del mio meglio, ma proprio non ho energie.

La fine della scuola si avvicina e con essa un bel po' di nodi vengono al pettine, ieri la mia sedicenne preferita mi ha detto: oggi abbiamo fatto 3 ore di supplenza e ci hanno fatto vedere un film. SENZA TELEFONO!
Ho avuto un attimo di smarrimento e ho stupidamente chiesto: dovevate vedere il film sul telefono?
Ovviamente la risposta è stata no. Mentre lo dicevo mi sentivo che stavo dicendo una cosa stupida, ma non mi sono fermata in tempo.
Il risultato è stato quello di indignazione e di totale disinteresse, visto che non si ricordava nemmeno il titolo del film (visto 3 ore prima, per 3 ore).
Come si possono interessare i ragazzi di questa generazione, cosa li coinvolge, cosa potrebbe far loro rinunciare al telefono per 3 ore?
Io non lo so, ma credo che le strategie debbano cambiare, perché non ha senso iniziare sempre le frasi con: io ai tuoi tempi, perché siamo diversi noi e sono diversi i tempi. 
Parlando con i prof di Viola è venuta fuori una caratteristica che avevo notato ogni tanto in mia figlia, ma che non pensavo fosse generale: la resa incondizionata davanti alle difficoltà.
Una prof mi ha detto di aver fatto una domanda ad un allievo e di aver ricevuto NON LO SO come risposta in 3 secondi netti, prima ancora che il suo fiato finisse di uscire dalla bocca. 
Lei si è impuntata e gli ha risposto: tu lo sai. Lui: no, che non lo so. Lei ancora: io non mi schiodo di qui. E ha vinto lei, lui ha risposto, ci è arrivato.
In fondo la risposta la sapeva, ma non era catalogata nel suo cervello fra le risposte, doveva mettere insieme più conoscenze e arrivarci, non era immediato. 
Ecco, pare che essendo ormai portati alla velocità in tutto, non siano in grado di perdere tempo a pensarci, preferiscono che glielo dica tu, non contemplando il caro vecchio orgoglio  di dire: ma porca miseria, dammi un attimo che ci posso arrivare.
Non è nemmeno contemplata la cara vecchia supercazzola, non ci provano a vendere fumo, a prendere tempo, o la sanno o non la sanno e te lo sbattono in faccia senza pudore.

Veniamo a faccende più frivole:

1) Valentino ha compiuto 90 anni. Immagino abbiate visto tutte il docu-film del 2008. 



Anche se durante tutto il film si ha l'impressione che lui non voglia mollare, in realtà tutto intorno a lui è  già stato deciso.
Forse la moda per come la concepiva lui era (ed è) veramente finita. Non esiste più quell'idea di glamour e quindi non era più destinato al successo economico. I suoi abiti continuavano ad essere un sogno, ma non rappresentavano più la società. Dal canto suo non aveva voglia di piegarsi alle scelte commerciali e non voleva puntare sugli accessori, ma oggi sono gli accessori a vendere e a permettere tutto il carrozzone dell'alta moda e dei vestiti super costosi.
Pensate a progetti come Loewe che alle sfilate sperimenta le più assurde bizzarrie: se non ci comprassimo felici le Puzzle Bag, le Hammock o le ceste in paglia, potrebbe farlo?
Sarebbe possibile mettere in vendita questo abito a 12000€



se non ci fossero queste? 



Non penso proprio.

2) Continuo a guardare "The Kardashians" e penso che vederne una puntata alla settimana sia perfetto. Non abbiamo il tempo di annoiarci.
Mi ha stupito molto il discorso di KIM sul non sapere quale sia la sua identità senza Kayne. 
Kim ha 41 anni e si fa domande su chi è.
Tutti pensiamo di sapere chi è, ma forse tutti sbagliamo.
Lui decideva ogni suo outfit e aveva un enorme potere su di lei. Appena lei ha deciso da sola per un evento, lui l'ha criticata dicendo che sembrava Marge Simpson. Un filo infantile Kayne, no??

vestito scelto da lei


Ci rendiamo conto che KIM -proprio lei- è insicura del suo aspetto e deve ritrovare la sua personalità attraverso gli abiti, perchè quello che esprimeva era il gusto di Kayne e non il suo?
Si dice totalmente dipendente da lui. A me non è mai successo che qualcuno (un uomo) mi dicesse come mi dovevo vestire, ma credo che sia un esercizio di controllo che non va per niente bene.
Sembra quasi assurdo che una persona con un guardaroba del genere e con le sue possibilità, sia in questa situazione, ma forse è solo una donna che non riesce a guardarsi con uno sguardo svincolato e sovrano. 

Non entra mai nel merito della sua relazione con Kayne e probabilmente non lo farà mai per contratto (checcifrega noi aspettiamo la svolta Pete!), ma io vedo in questa relazione tanti segnali di tossicità e ancora una volta credo che Kim non sia solo il colosso che conosciamo, ma anche una persona che ha vissuto un rapporto piuttosto complicato, con dinamiche molto simili a quelle che abbiamo vissuto noi o una nostra amica, solo che noi non vestiamo Balenciaga.

Comunque ogni volta che finisce una puntata sono tentata di svaligiare il sito di SKIMS, credo che abbia avuto un'intuizione geniale, inclusiva e molto femminile. In quei pezzi ci sono tutte le risposte alle nostre domande: comodità, strategia, valorizzazione. 
Avete mai acquistato qualcosa o siete prevenute perchè lei è Kim Kardashian?


3) La nuova collezione di borse Vuitton mi piace. Trovo che ormai i prezzi siano folli (una Neverfull 1500€ , siete seri?), ma nulla mi vieta di apprezzare le novità.
In realtà ho l'impressione che di novità ce ne siano poche, ma le varianti dei vecchi classici sono molto interessanti.
Questa Alma BB in pelle bubblegram, sembra puffosissima e morbidissima:



... ma 2200€ mi sembrano -come si diceva una volta- un occhio della testa.
Prima o poi, quando ci avranno tagliato fuori tutti dalla possibilità di acquistare, questa corsa agli aumenti finirà. O forse no.
Sempre in tema di borse, sono contenta che non mi piacciano per niente le nuove Dior bowling.
Mi ricordano le borsette Adidas che avevo 20 o 25 anni fa e francamente più di 3000€ per uno stile del genere proprio non mi sembra cosa giusta.


Fra qualche giorno esce anche la collaborazione di Gucci con Adidas e proporrà proprio quel modello di cui vi ho scritto qualche riga fa... che meraviglia non subirne per niente il fascino. Per me si possono tenere proprio tutto!




4) Chanel ha sfilato a Montecarlo. Le sfilate di Karl erano molto più pop di quanto non siano quelle di Virginie. Mi sembra quasi che lei cerchi di posizionarsi un po' più su e che ami essere snob, scegliere l'equitazione e la vita sulla Costa Azzurra ha senza dubbio il suo significato.
Per quanto riguarda i vestiti, non ho visto niente di eccezionale e posso serenamente annunciare che la nuova borsetta "Chanel 22" non mi piace (oggi sono fortunata, non mi piace quasi niente).



Quello che invece mi è piaciuto sono state le signore presenti alla sfilata, le solite meravigliose Caroline De Maigret, Sophia Coppola, Charlotte Casiraghi e Vanessa Paradis fra le altre.
Quindi più che dagli abiti in passerella, ho guardato loro:





Tolta Charlotte che ha 36 anni, le altre sono tutte più mature. Sophia Coppola ha 51 anni e Vanessa 50, lo direste?? 
Magari lo possiamo anche dire, ma sono bellissime e di gran fascino, pur senza aver letto i decaloghi su come rimanere chic dopo i 40!

5) Mentre voi leggete, io sto affrontando il cambio di stagione. 



Settimana scorsa ho affrontato quello dell'armadio della montagna, che io chiamo armadio dell'oblio perchè ci porto le cose che non ho voglia di vedere e che mi piacerebbe dimenticare di aver comprato.
Ho cercato di essere onesta e ho eliminato un sacco di cose. 
Lo so che Marie Kondo vieta categoricamente di decentrare le cose e spostarle in altre case, ma io non ero pronta allo strappo, pur essendo desiderosa di non averle più sotto gli occhi. 
Ora che è passato un po' di tempo e che mi sono resa conto che quegli indumenti non fanno più al caso mio, li ho donati molto più serenamente... dopo averli ringraziati.
Sono lanciata, ho deciso che, avendo stranamente tempo a disposizione, rimetterò tutto sul letto e guarderò le cose una a una.
Quando ci si rende conto della quantità di cose che si posseggono, è più facile sentirsi sopraffatte ed essere quindi propense a lasciarle andare.
Vorrei tanto essere come Carrie Bradshaw o la mia amica Barbara. Lei ama i suoi vestiti, ricorda dove e perchè li ha acquistati, li ricomprerebbe e ci si riconosce. 
Io no.
Forse più che di un cambio di stagione, avrei bisogno di una consulenza di styling, probabilmente rimarrei con due pigiami e 3 calzini.

Non ho l'archivio di Carrie Bradshaw, ma mi piacerebbe.






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1 commenti

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